Indagini bancarie: atto di pignoramento presso terzi

Indagini bancarie: atto di pignoramento presso terzi

In cosa consiste l’atto di pignoramento presso terzi? È possibile pignorare i conti correnti di una persona fisica o giuridica debitrice? Scopriamo insieme gli strumenti a disposizione del creditore per recuperare il credito perso.

Cosa sono le indagini bancarie e cosa servono?

Prima di addentrarci nell’argomento dei pignoramenti dei conti correnti del debitore è bene soffermarci prima sull’importanza delle indagini che vanno svolte per rendere efficace tale procedura.

A tal proposito, le indagini bancarie o finanziarie sono un ottimo strumento per identificare i patrimoni economico-finanziari della persona fisica o giuridica debitrice. La loro finalità è quella di acquisire informazioni relative ai rapporti intrattenuti dal soggetto indagato, con i vari istituti di credito, come: banche fisiche, banche online, Poste Italiane o con un qualsiasi altro istituto finanziario.

Nell’ambito delle informazioni per il recupero del credito, il rintraccio dei conti correnti bancari e postali in capo al soggetto debitore risulta determinante per effettuare un atto di pignoramento presso terzi dei conti correnti, oltre che per conoscere preventivamente la reale situazione economico-finanziaria della controparte e decidere con maggiore consapevolezza se intraprendere o meno le azioni giudiziali consentite per il recupero del credito perso.

Grazie a questa tipologia di indagine, quindi, è possibile individuare e successivamente aggredire il patrimonio che la controparte debitrice non vuole far conoscere.

Come recuperare il credito attraverso il pignoramento dei conti correnti bancari del debitore

Come abbiamo visto in precedenza, le indagini bancarie hanno l’obiettivo di risolvere i contenziosi tra debitori e creditori, grazie ad un analisi approfondita della situazione economico-finanziaria della controparte, col fine ultimo di determinare fin da subito la fruttuosità di una procedura di recupero crediti in via giudiziale o stragiudiziale.

Nel caso in cui una persona fisica o giuridica abbia la necessità di intraprendere tale azione, potrebbe, come prima istanza, intraprendere una procedura stragiudiziale per tentare, in via bonaria, di recuperare il credito perso senza l’intervento di un giudice. Questa attività stragiudiziale permetterebbe di ridurre le tempistiche burocratiche e i costi procedurali per giungere alla riscossione delle cifre spettanti, senza la necessità di richiedere l’intervento di un legale rappresentante.

Alle volte però questo tipo di procedura non va a buon fine e il creditore si ritroverebbe costretto a rivolgersi ad un legale, il quale provvederà ad attivare la procedura giudiziale in tribunale, richiedendo al giudice un decreto ingiuntivo per poter aggredire il credito del debitore.

Per garantire una maggiore probabilità di successo e diminuire il rischio di infruttuosità della procedura, un legale esperto avrà bisogno di rivolgersi ad un agenzia investigativa specializzata in indagini per recupero crediti per rintracciare i conti correnti attivi intestati al debitore insolvente e procedere con l’atto di pignoramento presso terzi.

Questo tipo di ricerca viene svolta da investigatori esperti capaci di rintracciare, su tutto il territorio nazionale ed estero, i conti correnti della controparte, fornendo, attraverso un dossier dettagliato, tutte le informazioni finanziarie necessarie che saranno a supporto del creditore in fase di giudizio. Nello specifico vengono riportati nel dossier investigativo i dati relativi ai conti correnti bancari, conti postali, conti correnti online, carte prepagate con IBAN e libretti di risparmio della persona fisica o giuridica richiesta, con indicazione della capienza stimata.

Dopo aver attivato la procedura giudiziale e appurato l’esistenza di conti bancari attivi, il creditore può procedere alla notifica dell’ingiunzione di pagamento che rappresenta il primo atto necessario per avviare l’atto esecutivo e pignorare i conti correnti del debitore.

In questa fase il creditore dovrà attendere 40 giorni prima di poter procedere con la formula esecutiva, in modo tale da dare la possibilità al debitore di poter pagare la somma dovuta, oppure, di opporsi al giudizio davanti allo stesso giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo. Passati i 40 giorni, il decreto ingiuntivo può essere depositato dal creditore, rendendolo così definitivo e inoppugnabile.

Dopo aver ottenuto la formula esecutiva il creditore può finalmente notificare l’atto di precetto con il quale viene intimato al debitore di pagare quanto dovuto entro dieci giorni. Contrariamente si procederà, in via esecutiva e senza alcun ulteriore avviso, all’atto di pignoramento presso terzi dei conti correnti bancari e/o postali per il recupero del credito perso.  

Pignoramento stipendio e pensione del debitore su conto corrente

Come abbiamo già visto in precedenza, una volta ottenuta la formula esecutiva, il creditore può procedere all’esecuzione forzata e quindi, al pignoramento dei conti correnti attivi intestati al debitore.

Il recupero de credito sui conti correnti del debitore può essere effettuato anche attraverso la procedura di pignoramento dello stipendio o della pensione della persona interessata.

Il pignoramento dello stipendio è disciplinato dall’articolo 543 del Codice di procedura civile e serve a soddisfare il creditore in caso di insolvenza del debitore. A tal riguardo è utile specificare che non tutto lo stipendio può essere pignorato, infatti, la legge prevede che deve essere sempre garantito al debitore il minimo vitale per vivere e sostenere la propria famiglia.

Questo limite potrebbe variare in base alle modalità utilizzate. Un esempio è dato nel caso in cui il pignoramento del stipendio avviene direttamente sul conto corrente del debitore. In questo caso, la legge prevede che le somme accreditate sul conto al momento della notifica dell’atto di pignoramento possono essere pignorate solamente per quella parte che eccede il triplo dell’assegno sociale, mentre, le mensilità che saranno versate successivamente alla notifica dell’atto di pignoramento verranno pignorate di volta in volta, fino all’estinzione del debito.

Il limite imposto per il pignoramento dello stipendio, vale anche per il pignoramento della pensione sul conto corrente del debitore.

Per comprendere a pieno i limiti dei pignoramenti conto corrente su pensione e stipendio è bene fare un esempio concreto. Come già accennato, se il credito pignorabile del debitore è su conto corrente, la legge prevede l’impignorabilità della pensione o dello stipendio se su tale conto è presente una somma complessiva inferiore al triplo del valore dell’assegno sociale. Ad esempio, se l’importo dell’assegno sociale è pari a 468,10 euro, la soglia oltre la quale è possibile il pignoramento è di 1.404,30€. Vale a dire che solo le somme eccedenti a tale importo posso essere pignorate dal creditore al momento della notifica dell’atto di pignoramento.

Indagini finanziarie per la risoluzione dei contenzioni tra creditori e debitori

Sulla base di quanto espresso precedentemente, le procedure per il recupero del credito attraverso il pignoramento presso terzi dei conti correnti, potrebbero risultare inefficaci, soprattutto se consideriamo i limiti imposti dalla legge per il pignoramento dello stipendio o pensione e la difficoltà di rintracciare i conti correnti aggredibili del debitore.

Grazie alle indagini finanziarie è possibile diminuire il rischio di infruttuosità della procedura di recupero crediti e di avere una maggiore consapevolezza sulle azioni giudiziali da intraprendere.

Le indagini, quindi, rappresentano uno strumento indispensabile per risolvere controversie legate alla mancata risoluzione di debiti tra privati e aziende. In questo tipo di attività investigativa è determinante il rintraccio dei conti correnti bancari e postali del debitore per poter procedere al pignoramento dei conti correnti.

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